Fabiana Yvonne Lugli
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André De La Roche nei panni di “Don Chisciotte”
Fino al 24 ottobre 2004
Italia, Milano, teatro Carcano

Prende il via con la lettura danzata del capolavoro di Miguel Cervantes de Saavedra, prossimo ai quattrocento anni dalla pubblicazione, la stagione 2004/2005 del teatro milanese diretto da Giulio Bosetti. A firmare le coreografie di questo spettacolo - tutto da ricordare - la bravissima Milena Zullo. Le scenografie sono, invece, della pittrice Fabiana Yvonne Lugli.
venerdì 15 ottobre 2004 - edizione 118 -
di Annamaria Sigalotti

“Un idealista che non ama i conflitti. Un inguaribile romantico deluso, amareggiato, ingannato dalla vita. Un uomo elegante, moralmente inattaccabile che segue valori etici e morali come l'amicizia. Un cavaliere senza macchia che combatte su un cavallo a dondolo contro i mulini a vento. Per giustizia, non per vendetta". Così il noto ballerino corso-vietnamita Andrè De La Roche, stella dei musical di Brodway che l'autorevole Vittoria Ottolenghi non ha esitato a definire come “uno dei migliori ballerini jazz del mondo” (L'Espresso, 1995), descrive il suo Don Chisciotte, il protagonista del nuovo spettacolo di danza, in due atti, dell'Ente Nazionale del Balletto-Balletto di Roma, con cui ha debuttato, lo scorso 3 giugno, il cartellone estivo del Teatro Sistina.
La nuova produzione della compagnia laziale capitanata da Franca Bartolomei e Cristina Bozzolini - ancora fresca del grande successo di critica e di pubblico della tournée invernale di Giulietta e Romeo con Raffaele Paganini - è una “rilettura” sulle punte, moderna e poetica, del capolavoro di Miguel de Cervantes, testo classico della letteratura mondiale, di cui a breve ricorreranno i quattrocento anni dalla sua prima pubblicazione.
Novità di questa affascinante messa in scena, convinto “no alla guerra” e auspicato avvento al potere della fantasia, sono le musiche composte da Marco Schiavoni: un mix di stili, in cui istanze modern jazz si amalgamano piacevolmente a brani contemporanei, per sottolineare la modernità della storia cervantiana, l'attualità della figura di un uomo che sogna utopisticamente di poter cambiare il mondo e che, pur di difendere i propri ideali, è disposto a combattere contro tutto e tutti.
Leit motiv dell'intero spettacolo è, però, un classico: La follia del “prete rosso” Antonio Vivaldi, componimento barocco di origine spagnola, su cui molti autori si sono cimentati giocando con variazioni sulle sue celebri sedici battute musicali. E' questo brano ad accompagnare lo spettatore nel viaggio che il protagonista fa da un territorio abitato da immagini grottesche partorite dalla sua fantasia a un altro, in cui gli eventi e gli inganni altrui lo disilludono e lo costringono a essere sé stesso, a non cedere più a facili e false illusioni.
A curare le coreografie è Milena Zullo, autrice anche del soggetto, che ha voluto raccontare le note vicende cervantiane, soffermandosi in particolare sugli aspetti umani che hanno elevato a mito della cultura mondiale la figura letteraria del folle Hildago spagnolo, compagno e alter ego di Sancio Pancia (di cui nello spettacolo veste i panni Hektor Budella).
Nella rilettura della coreografa romana – come si legge nelle note di regia – “Don Chisciotte non è, dunque, semplicemente quel personaggio grottesco che la tradizione del balletto classico ci ha raccontato. Egli è il Cavaliere della Fantasia, un uomo-bambino a 360 gradi, un poeta del vivere, (…) simbolo dell'universo maschile, di un pensiero e di un agire che la virilità stenta a recuperare”.
Una nota meritano, infine, anche le coreografie, ideate dalla pittrice Fabiana Yvonne Lugli, che ha creato per questa messa in scena veri e propri quadri ispirati all'arte più vitale, energica e libera di interpretazioni del XX secolo - l'Astrattismo – per facilitare così agli spettatori l'immersione in un mondo altro, in un mondo che fa proprio il detto leopardiano “l'immaginazione è la prima fonte della felicità umana”.

- di Annamaria Sigalotti
Da: e-art-magazine [Link esterno]

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